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Massimo Onofri e i pensieri in fumo

 Massimo Onofri e i pensieri in fumo

L’accensione di un sigaro come preludio a un momento di distacco dal mondo e dalle passioni e allo scorrere dei pensieri, alla divagazione. Dopo i fortunati Viaggio in Sardegna e Viaggio in Sicilia, Massimo Onofri in Benedetti Toscani. Pensieri in fumo si presenta ancora una volta protagonista di un libro a metà strada tra il diario e il libro di riflessioni filosofiche che si richiama apertamente a modelli letterari di autori quali Jean-Jacques Rousseau, Robert Walser, Giacomo Casanova, Vittorio Alfieri.

Normalmente percepito come politicamente scorretto il fumo, in questo caso, invece, sembra essere non solo indispensabile come sosteneva uno scrittore del calibro di Mario Soldati, ma anche motore di riflessioni sulla vita, e soprattutto sulla letteratura verso cui Massimo Onofri manifesta una fedeltà assoluta.

Si viaggia molto, in questo libro, anche stando fermi su una panchina dietro a una palma nana, o su un balcone davanti al mare e, oltre all’autore dei frammenti, che parla di sé per parlare di tutto in una sorta di egotismo critico, appaiono altri protagonisti, più spesso femminili: una figlia amatissima ma anche un’arpia e l’archetipica idea di donna che si realizza nelle sembianze di un’adorata principessa nuragica.

 

Massimo Onofri insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Sassari. Tra i suoi saggi Storia di Sciascia (1994), La ragione in contumacia. La critica militante ai tempi del fondamentalismo (2007), Recensire. Istruzioni per l’uso (2008). È autore di Passaggio in Sicilia (2015) e Passaggio in Sardegna (2016).

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