Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Matteo Righetto: Jole alla scoperta del mondo

“Ci sono paesi che sanno di sventura. Si riconoscono respirando la loro aria torbida, magra e vinta come tutto ciò che è fallito”: così si apre L’anima della frontiera di Matteo Righetto, pubblicato da Mondadori. La narrazione s’incentra su una famiglia che vive alla fine dell’Ottocento al confine tra il Veneto e l’Austria e combatte ogni giorno con il problema della sopravvivenza. Augusto, il capofamiglia, coltiva il tabacco e sua moglie Agnese e i tre figli, Jole, Antonia e Sergio lo aiutano come possono. Con il tabacco che riesce a nascondere dagli ispettori del monopolio, Augusto passa di nascosto il confine. In cambio del fumo i minatori gli danno le scaglie di argento e rame che sottraggono durante il lavoro. La figlia maggiore di Augusto, Jole, ha quindici anni quando il padre le chiede di accompagnarlo oltre la frontiera, ed è felice dell’opportunità di partire con lui, nonostante i pericoli. Tre anni dopo rincontriamo Jole mentre si accinge a ripartire per l’Austria. Il padre è scomparso durante uno dei suoi viaggi da contrabbandiere e a casa si muore di fame. Romanzo di formazione, romanzo western, romanzo di paesaggi (le amate montagne sono descritte in modo molto ravvicinato), romanzo morale sulla disuguaglianza (la frontiera tra i ricchi e i poveri è più evidente che quella tra l’Italia e l’Austria), L’anima della frontiera è anche e soprattutto un romanzo di avventura, ricco di colpi di scena.

 

Matteo Righetto è nato nel 1972 a Padova, dove insegna Lettere. Ha pubblicato Savana Padana (2012), La pelle dell'orso (2013), da cui è stato tratto un film con Marco Paolini per la regia di Marco Segato, Apri gli occhi (2016) e Dove porta la neve (2017). Scrive articoli di cultura per Il Foglio.

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo