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Moravia-Morante: uniti e divisi

Quando verrai sarò quasi felice, il volume di lettere di Alberto Moravia a Elsa Morante, curato da Alessandra Grandelis e pubblicato da Bompiani, copre un arco di tempo molto ampio, dal 1947 al 1983. “Tu non ami la realtà, eppure essa è la sola cosa che vale la pena di considerare e di vivere”: sulla distanza di Elsa dalla concretezza dei fatti Moravia torna spesso, accusandola di essere “un personaggio da tragedia, in perenne stato di furore”. Lui viaggia molto (New York, Mosca, Tokyo, Bombay, l’Africa) e di questi viaggi le dà impressioni veloci. Il vero scopo delle lettere sembra quello di rassicurarla: è legato a lei, vorrebbe che fosse meno infelice, meno distruttiva, meno esasperata, meno ostile. Nell’introduzione di Alessandra Grandelis la storia del rapporto Morante-Moravia e il ruolo di catalizzatore che questa coppia svolse nella società letteraria romana.

Abbiamo intervistato Alessandra Grandelis nello studio della Casa Museo Alberto Moravia di Roma. Si ringrazia l'Associazione Fondo Alberto Moravia per l'ospitalità.

 

Alessandra Grandelis, ricercatrice presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’università di Padova, è impegnata da anni nella ricostruzione dell’epistolario di Alberto Moravia in collaborazione con le eredi dello scrittore e con l’Associazione Fondo Alberto Moravia di Roma. Per Bompiani ha curato Se questa è la giovinezza vorrei che passasse presto (2015), raccolta di lettere del giovane Moravia e l’ultima edizione del romanzo Gli indifferenti (2016).

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