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Nicola Cinquetti: di anime e di animali

Le favole di Nicola Cinquetti, raccolte nel volume Ultimo venne il verme (Bompiani), trasportano il lettore in un mondo stralunato in cui le metafore diventano realtà: cicogne che rapiscono bambini dispettosi, balene che si sentono piccole, cani che spiegano la magia della luna alle talpe, pirati puniti a scuola per la loro diligenza, pesci e canarini che si scambiano i colori di notte, venditori di no che entrano in competizione con i venditori di sì, pecore che ingannano le aquile, bambini rompipalle imprigionati in una palla, stracci che prendono il posto di bandiere… Eppure in questi mondi capovolti possiamo intravedere vizi umani antichi e moderni: la boria, la prepotenza, l’arroganza, ma anche virtù come la generosità. Cinquetti lavora soprattutto sulla lingua e i suoi nonsense ricordano da una parte Toti Scialoja e dall’altra Gianni Rodari. Ma come ci rivela nell’intervista che gli abbiamo fatto alla Fiera del libro per ragazzi, i suoi scrittori di riferimento sono molto numerosi.

Nicola Cinquetti nasce a Bussolengo nel 1965, risiede a Pescantina in provincia di Verona. Laureato in filosofia e successivamente in pedagogia (con una tesi sulla narrativa per ragazzi di Donatella Ziliotto), insegna filosofia e storia in un liceo. Ha tradotto dal francese e ha composto i testi di varie canzoni per Mela Music. Tra i suoi librie: Pilotto, Di acqua e di fuoco, La piscia della befana, Vita di Giacomo Leopardi bambino, Sposerò Berlusconi.

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