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Paolo Di Paolo e le molte vite di un lettore

Ventisette storie per raccontare il canone affettivo di un lettore: Paolo di Paolo con Vite che sono la tua sveste i panni dello scrittore di romanzi per indossarne altri che gli sono consueti, quelli di lettore compulsivo, di rado senza libri tra le mani, e ci consegna un percorso di lettura e di formazione all’interno di una biblioteca ideale che, in ventisette anni di letture (tanti ne sono passati fino a oggi dal primo libro letto a sette anni, Le avventure di Tom Sawyer), ha determinato una mole di emozioni, scoperte, incontri, relazioni, scelte.

La chiave del libro, il perché di queste passeggiate nelle passioni di un lettore Paolo Di Paolo lo svela, in una commovente introduzione, a un’anziana signora che se n’è appena andata e che era stata instancabile foraggiatrice di libri e interlocutrice privilegiata sin dall’infanzia.

In un gioco della torre in cui vengono salvate opere magari trascurabili nella storia della letteratura ma che hanno segnato il lettore, l’autore propone queste ventisette storie introdotte da una frase all’infinito (cancellare il lunedì, non mangiare mai lumache, non invecchiare male, salvare qualcosa del tempo, risvegliarsi assassini) che dà la chiave di lettura e accanto al romanzo principale pone altre storie che hanno, con quel tema, echi e consonanze, fino a consegnarci un percorso di letture fatto di oltre centro romanzi nella convinzione che i libri non rendono migliori ma offrono la possibilità, tra le altre, di non essere solo sé stessi

 

Paolo Di Paolo è nato a Roma nel 1983. Nel 2004 pubblica i racconti Nuovi cieli, nuove carte a cui seguono i romanzi Raccontami la notte in cui sono nato (2008) Questa lontananza così vicina (2009), Dove eravate tutti (2011), Mandami tanta vita (2013, finalista al Premio Strega), Una storia solo quasi d’amore (2016). È autore di saggi tra cui Tempo senza scelte (2016), di testi per il teatro come Istruzioni per non morire in pace (2015) e di libri per bambini, La mucca volante (2014, finalista Premio Strega Ragazze e Ragazzi), Giacomo il signor bambino (2015; Premio Rodari), Papà Gugol (2017).

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