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Paolo Morelli legge "Er Ciuanghezzù"

Er Ciuanghezzù. Ner paese der Gnente (Nottetempo)

"Zhuang Zi (o Chuang Zu, come si scriveva una volta, o Ciuanghezzù, come qui romanescamente viene tradotto), è l'intestatario del secondo grande libro del taoismo, che risale a 2500 anni fa. Questo libro porta in sé una filosofia comica, per mostrarci la nostra alienazione quotidiana a tutti i "si dice", "si fa così", "si deve pensare così" - fino a perderci nel mare delle parole astratte, che ci rendono tanto più imbecilli quanto più si crede d'essere sapienti. Per questo tutte le traduzioni di Zhuang Zi redatte in una lingua ufficiale, seriosa e scolastica, hanno già perso per strada i tre quarti del loro bagaglio" (Gianni Celati). Ed ecco l'impresa di Morelli: tradurre il libro in una lingua rude e inventiva, nel solco dei vecchi poeti in romanesco.

Versatile nella sua produzione, Paolo Morelli è stato sceneggiatore, autore teatrale e radiofonico, attore, critico cinematografico per i periodici Movie magazine e Next, nonché redattore di varie riviste letterarie tra le quali Guida Poetica Italiana, Poetical, dell’almanacco Il semplice (Feltrinelli, 1995-1997) con Gianni Celati ed Ermanno Cavazzoni, e del settemestrale di letteratura L’accalappiacani. Nel 1992 ha vinto il Premio Haiku dell’Istituto Giapponese di Cultura. Collabora a varie riviste e al quotidiano Il manifesto come cronista calcistico. Vive a Roma.

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