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Paolo Zardi: tempi di ira, di tremendo rancore

“Un uomo qualunque - troppo brutto per la tragedia, troppo bello per la farsa, terribilmente noioso per la commedia”, così Paolo Zardi descrive il protagonista del suo romanzo XXI Secolo, pubblicato da Neo Edizioni ed entrato in competizione per il premio Strega. Siamo in un futuro molto prossimo in cui domina un risentimento “primitivo inclassificabile destrutturato totalizzante”, in cui tutti si sentono in guerra contro tutti, l’ambiente circostante rispecchia il degrado dell’umanità, e la gente segue distrattamente notizie senza alcuna importanza invece di occuparsi di ciò che importa sul serio. La moglie del protagonista entra in coma e l’uomo, un venditore di apparecchi per la depurazione dell’acqua, prova a tenere tutto insieme: le visite all’ospedale, la cura dei due figli, il suo lavoro. Poi, attraverso le foto su un telefono, avviene la scoperta del tradimento e la condizione psicologica del protagonista si aggrava.  Un libro forte, molesto, capace di sollevare interrogativi e scuotere le coscienze.

 

Paolo Zardi, nato a Padova nel 1970, ingegnere, ha esordito nel 2010 con la raccolta di racconti Antropometria (Neo Edizioni); nel 2012 è uscito il suo romanzo La felicità esiste (2012, Alet Edizioni). Suoi racconti sono inclusi nelle antologie: Giovani cosmetici, (2008, Sartorio), Storie di martiri, ruffiani e giocatori (2012, CaratteriMobili), Il futuro che non c’era (Psiconline, 2013) – Cronache vere (Piano B, 2013) ESCQuando tutto finisce (2013, Hacca). Nel 2013 per Neo Edizioni è uscito Il giorno che diventammo umani. Cura il blog grafemi.wordpress.com.

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