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Patrice Nganang: alla corte del sultano

Yaoundé, capitale del Camerun: una giovane storica, Bertha, viene dagli Stati Uniti a fare una ricerca sul suo paese d’origine. Incontra Sara, la decana, che ha una storia incredibile da raccontarle e per lei decide di rompere il silenzio in cui è rinchiusa da molto. A nove anni Sara era stata mandata a Mont Plaisant per diventare una delle innumerevoli mogli del sultano Njoya. La donna che doveva prendersi cura di lei, l’aveva vestita da maschio e le aveva fatto prendere il posto di Nebu, il figlio perduto. Attraverso il personaggio immaginario di Sara, Patrice Ngagang, in Mont Plaisant, tradotto dal francese da Maurizia Balmelli per 66thand2nd, mette in luce un momento chiave della storia del suo paese, quello tra la prima e la seconda guerra mondiale. Su tutte spicca la figura di Njoya, il sultano che s’inventa una lingua, promuove lo studio, si circonda di artisti e scrive libri. Ma il modello di africano vincente non è il suo, bensì quello del suo ex amico ed antagonista Charles Atananga, poliglotta, capace di sopravvivere all’impatto con la civiltà europea, adattandosi a ogni situazione.

Abbiamo incontrato a Roma Patrice Nganang e con lui abbiamo parlato della sua concezione della storia e dei personaggi di Mont Plaisant, che è il primo volume di una trilogia dedicata al Camerun.

 

Patrice Nganang è nato nel 1970 a Yaoundé, in Camerun. Dopo un dottorato conseguito in Germania, attualmente vive a New York, dove insegna Letterature comparate alla Stony Brook University. Studioso di storia, letteratura, teatro e culture africane dell’epoca coloniale e postcoloniale, con Temps de chien si è aggiudicato il Prix Marguerite Yourcenar nel 2001 e il Grand prix littéraire d’Afrique noire nel 2002. Il suo quarto romanzo, Mont Plaisant, pubblicato in Francia nel 2011, ha ricevuto la menzione speciale al Prix des cinq continents de la Francophonie.

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