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Petra Reski, Palermo Connection

Sullo sfondo dei principali processi antimafia palermitani si svolgono le vicende di un’immaginaria procuratrice cresciuta a Dortumund che, grazie alle rivelazioni di un pentito, cerca di portare alla luce i legami tra politici e mafiosi: s’intitola Palermo connection, il primo romanzo di Petra Reski pubblicato da Fazi nella traduzione di Ivana La Rosa. L’autrice, che vive a Venezia, si è occupata a lungo di cose siciliane e a un certo punto ha deciso di usare il materiale giornalistico per un’opera narrativa articolata in più volumi (questo è solo il primo di una serie incentrata su Serena Vitale). La sua protagonista è una donna sulla quarantina che vive da sola, ha relazioni molto libere con uomini diversi e si dedica al suo lavoro con tenacia inesauribile. La storia del processo contro il ministro Gambino portato avanti dalla Vitale s’incrocia con quella di un giornalista tedesco, Wolfang Wieneke, che a Palermo cerca di rilanciare la sua carriera calante. Affiancato da uno spregiudicato fotografo, Giovanni, Wolfang incontrerà un capomafia cui darò il nome di Don Pace e questo scoop che alza le sue quotazioni, lo rende arrogante e vulnerabile. Ricco di azione, ben calato nella realtà italiana.

 

 

 

 

Petra Reski è una giornalista e scrittrice tedesca, vive da molti anni a Venezia. Nota per il suo impegno contro la mafia e le sue ramificazioni, ha scritto diversi saggi al riguardo. Palermo Connection è il suo primo romanzo, al quale sono seguiti due volumi con la stessa protagonista.

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