Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Philipp Meyer: da dove viene l`America

Il figlio, romanzo dello scrittore americano trentanovenne Philipp Meyer, racconta il selvaggio Texas in cui si fronteggiano pioneri, indiani, messicani e insieme racconta l’eterna storia della sopraffazione dell’uomo sull’uomo. Il punto di partenza è la seconda metà dell’Ottocento, quando gli indiani Comanche rapiscono in una fattoria il tredicenne Eli, insieme al fratello di cui si sbarazzano presto. Meyer descrive i tre anni di vita di Eli tra gli indiani fino alla decimazione della tribù per le malattie e lo sterminio dei bisonti. Eli, tornato dopo varie vicissitudini alla vita normale, diventerà una figura leggendaria, passerà i cento anni, avrà in Texas un ranch enorme a spese dei vicini messicani, massacrati e derubati di tutti i loro averi. Il suo spirito rivivrà in Jeanne, la bisnipote legata alla terra e decisa a sfruttarne il petrolio, mentre il figlio Peter resterà schiacciato dalla mancanza di scrupoli morali del padre.  Eli, Peter e Jeanne sono i tre personaggi attraverso cui Philipp Meyer porta avanti la narrazione. Tradotto da Cristiana Mennella per Einaudi, Il figlio è un romanzo potente, che illumina di luce impietosa la storia degli Stati Uniti. Philip Meyer è stato a Roma per Libri come e in quest’occasione lo abbiamo intervistato sul suo metodo di scrittura e sugli intenti del suo romanzo.

 

Philipp Meyer è cresciuto a Baltimora, Maryland. Ha lasciato il liceo a 16 anni. Dopo aver lavorato per diversi anni in un centro traumatologico, si è iscritto alla Cornell University, dove ha studiato letteratura inglese. Laureatosi, ha lavorato in banca, poi come operaio edile, e infine di nuovo in un ospedale. I suoi racconti sono usciti su «The New Yorker», «Esquire», «McSweeney's», «Salon» e l'«Iowa Review». Ruggine americana (Einaudi 2010 e 2014) è stato nominato Miglior libro del 2009 da «The New York Times», dal «Los Angeles Times» e dall'«Economist» ed è stato inserito nella Newsweek's list of «Best Books Ever», Amazon Top 100 Books of 2009, Washington Post Top 10 Books of 2009. Philipp Meyer è stato selezionato da «The New Yorker» tra i 20 migliori scrittori sotto i 40 anni.  

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo