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Piergiorgio Paterlini: la ferocia dei bambini

 

In Bambinate, il nuovo romanzo dello scrittore e giornalista Piergiorgio Paterlini (Einaudi), si intrecciano due storie: quella di un episodio di ferocia di branco messa in atto da un gruppo di ragazzini contro un compagno di classe, avvenuta nel 1965 sotto gli occhi indifferenti e ciechi degli adulti, e quella del protagonista, che da bambino assistette alla violenza senza intervenire, e che cinquant’anni dopo torna nel paese della bassa Padana dove ha trascorso l'infanzia e dove si svolse quel fatto terribile.

La Via Crucis e la passione di Cristo, rappresentate involontariamente dai bambini che nel 1965 esercitano sul loro compagno tutta la loro crudeltà, vengono scelte dall'autore come chiave narrativa del romanzo, sia per lo svolgersi della vicenda per ben due volte in un Venerdì Santo (nel 1965 e cinquant'anni dopo nel 2015), sia per la messa in scena della storia narrata e dei suoi personaggi: da Gesù, la vittima delle sopraffazioni, al Sommo Sacerdote, alle pie donne, fino a Ponzio Pilato e alla drammatica rappresentazione del Golgota, sulla collina della bassa Padana in cui viene portata alle estreme conseguenze la vessazione verso il compagno di classe più fragile.

Abbiamo incontrato l'autore, Piergiorgio Paterlini, che in questa intervista ci ha parlato dei temi del romanzo, del lavoro sul linguaggio e delle difficoltà di interpretazione dell'infanzia da parte degli adulti, che tendono spesso a minimizzare come, appunto, "bambinate", questioni ben più cruciali di quanto non siano disposti ad ammettere.

Piergiorgio Paterlini (Castelnovo di Sotto, Reggio Emilia, 1954) ha pubblicato una ventina di libri, alcuni dei quali tradotti in Francia, Spagna, Olanda, Stati Uniti. Tra questi Ragazzi che amano ragazzi (1991), un'«autobiografia a quattro mani» con Gianni Vattimo, Non Essere Dio (2006). Fisica quantistica della vita quotidiana (2013), 101 microromanzi (2014), I brutti antroccoli e Lasciate in pace Marcello (2015) e nel 2017 Bambinate. Dopo aver abbandonato il giornalismo a tempo pieno, ha scritto programmi per Radiorai, Raidue, Raitre e La7, e testi per il teatro (fra cui l'adattamento de La Califfa, di Alberto Bevilacqua). Ha sceneggiato il film Niente paura, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2010. Oggi scrive per la Repubblica e per l'edizione online de l'Espresso, dove tiene il blog d'autore Le Nuvole.

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