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Pietro Cheli: fuori dai binari con Penelope Lively

“La mia scrittura si iscrive nel solco della tradizione letteraria inglese che tratta argomenti seri in modo leggero. Le due qualità che ammiro maggiormente negli altri scrittori sono la precisione e la concisione, la capacità di dire il più possibile usando il minor numero di parole possibile” è Penelope Lively a descrivere la sua attitudine verso la letteratura e di Penelope Lively abbiamo parlato con Pietro Cheli in occasione dell’uscita del ventiduesimo romanzo della scrittrice inglese, E’ iniziata così. Il libro si apre con una signora che subisce uno scippo e la frattura dell’anca: questo fatto di per sé banale provoca una serie di reazioni a catena che arriverà a mutare il corso della vita di varie persone. Abilissima nel tratteggiare personaggi femminili forti e indipendenti, come Charlotte, la professoressa di inglese, che si dichiara plasmata dai libri, Lively lo è altrettanto nel mettere alla berlina la pomposità di chi prende troppo sul serio il proprio ruolo sociale o accademico. Nell’intervista, Pietro Cheli delinea un succoso ritratto di questa scrittrice di grande talento.

Penelope Lively è nata al Cairo nel 1933. Dopo aver passato l’infanzia in Egitto,  viene mandata a Londra a dodici anni. Nel 1954 si laurea in storia moderna al St. Anne’s College di Oxford. Il suo primo libro, il racconto per bambini, Astercote (1970), è stato seguito da più di venti altri romanzi per ragazzi, molti dei quali ambientati nell’Inghilterra rurale. Tra i suoi romanzi per adulti: La fotografia, Incontro in Egitto (vincitore del Booker Prize), Un’ondata di caldo, La sorella di Cleopatra, Tre vite, Appunti per uno studio del cuore umano, Un posto perfetto, Amori imprevisti di un rispettabile biografo, E’ iniziata così.

Pietro Cheli è nato a Genova nel 1965. Giornalista e scrittore, dopo aver lavorato al Giornale, alla Voce e a Glamour si è occupato dal 1998 delle pagine di cultura e spettacoli de Il Diario. Ha collaborato ai programmi di Radiotre. Ha curato il libro di Ivano Fossati Carte da decifrare, è uno degli autori del testo teatrale Abecedario portato in scena da Giorgio Scaramuzzino, è con Guido Barbujani autore di Sono razzista, ma sto cercando di smettere (2008). Il suo blog si chiama Il Criticone. E' vicedirettore di Amica. 

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