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Reale e non reale, umano e non umano: la biografia a fumetti di Philip K. Dick

Reale e non reale, umano e non umano. L’opera di Philip K. Dick è contrassegnata dalle dicotomie e indaga il concetto di forma e sostanza, argomenti che hanno sempre interessato l’autore americano e che trovano spazio anche all’interno della sua biografia. Dalla dualità con la gemella Jane, morta nella culla, fino al dilemma tra continuare a essere un autore di fantascienza o dedicarsi invece alla letteratura mainstream, nel corso della sua vita Dick è sempre stato preso dal dubbio se la sua esistenza stesse andando davvero nel modo in cui avrebbe dovuto. E forse non è un caso che sia stato proprio lui a inventare le "ucronie", mondi come il nostro in cui, a un certo punto, qualcosa ha fatto prendere alla Storia una direzione differente. La svastica sul sole, Ubik, Il cacciatore di androidi, le storie che ci ha raccontato si intersecano con la sua vita in modo inevitabile, irreparabile.Francesco Matteuzzi ha sceneggiato sui disegni di Pierluigi Ongarato una biografia-tributo (per Becco Giallo) che ripercorre attraverso il mezzo insolito ma sostanziale del fumetto i momenti fondamentali, le paranoie e le visioni della vita di Dick. "Questo libro ripercorre gli eventi principali dell’esistenza di Philip Dick, dal suo esordio letterario alla consacrazione nella fantascienza, passando per le paranoie di essere spiato dai servizi segreti e le rivelazioni mistiche degli anni Settanta", dice il giovane sceneggiatore a Rai Letteratura.

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