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Rossana Campo: cosa facciamo per farci amare

“Una specie di storia del mondo visto dalla parte delle donne”: è questa la visione che la quarantatrenne Emma ha mentre scappa dall’appuntamento che un fantomatico Leone, conosciuto in chat, le ha dato in un hotel. Emma pensa a tutto quello che fanno le donne per gli uomini “per essere scelte, amate, desiderate” ed è felice di essersi sottratta agli umilianti rituali che lui aveva pianificato. “Questa si chiama sottomissione” è uno dei quattordici racconti di Rosanna Campo, raccolti sotto il titolo Difficoltà per le ragazze (Giulio Perrone editore). Le protagoniste di Campo sono bambine al mare con la mamma, adolescenti alla caccia del primo reggipetto, donne che chiacchierano con le amiche, amanti abbandonate: in ognuna di loro alberga la ragazza piena di sogni che sarà o quella che è stata. Vitalità e ironia a contrastare il senso di desolazione che segue incontri poco felici.

Con Rossana Campo abbiamo parlato dei temi dei suoi racconti e della loro stesura, avvenuta in tempi diversi.

 


Rossana Campo è nata a Genova nel 1963 e vive fra Roma e Parigi. Ha esordito nel 1992 col romanzo In principio erano le mutande (da cui il film omonimo di Anna Negri del 1999). Sono seguiti una decina di romanzi, tradotti in molte lingue: Il pieno di super (1993), Mai sentita così bene (1995), L’attore americano (1997), Sono pazza di te (2001), L’uomo che non ho sposato (2003), Duro come l’amore (2005), Più forte di me (2007), Lezioni di arabo (2010), Felice per quello che sei. Confessioni di una buddista emotiva (2012), Dove troverete un altro padre come il mio (2015, vincitore del Premio Strega Giovani).

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