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Sorella Terra. Il Festival Francescano 2015

 Sorella Terra. Il Festival Francescano 2015

Dal 25 al 27 settembre si è svolto nella piazza Maggiore di Bologna il Festival Francescano, una manifestazione nata per diffondere il messaggio evangelico di san Francesco, secondo uno spirito predicatorio di apertura al dialogo diretto con la società. L’evento è di natura itinerante e si sposta ogni tre anni: nato a Reggio Emilia nel 2009, è stato ospitato a Rimini dal 2011 al 2014 e per l'edizione di quest'anno (la settima) la sede deputata è stata Bologna, antico fulcro dell’urbs medievale.

In questa edizione le conferenze, gli spettacoli, i workshop, i momenti di riflessione spirituale sono dedicati al tema “il rispetto del Creato”, rilettura del Laudes creaturarum, scritto da Francesco d’Assisi nel 1226, in sintonia con le riflessioni proposte dall’Esposizione Universale di Milano 2015.

Nel calendario costituito da più di cento iniziative gratuite molti gli ospiti di prestigio: "Abbiamo avuto Massimo Cacciari, Romano Prodi, Alex Zanotelli, Pupi Avati, Donatella Bianchi - dice Giordano Ferri, direttore del Festival -. Sabato sera c'è stato questo grande e inedito spettacolo che abbiamo chiamato Earth  Mass – la “Messa della Terra – con il coro e l’ensemble musicale della diocesi di Reggio Emilia, con grandi solisti come Amanda Sandrelli, come Giovanni Caccamo e le illustrazioni di Jack Fusaro proiettate sulla facciata di San Petronio”.

Qui tutti i video della manifestazione

Continua Giordano Ferri: "All’ormai consolidata scelta del format festival – formula che si sposa benissimo con il carisma itinerante francescano in chiave contemporanea – si è aggiunta la decisione di concentrare l’evento nella Piazza Maggiore di Bologna proprio perché in questa piazza nel 1222 fu accolto il Santo d’Assisi. Essere in piazza è diverso, significa avere la possibilità di fare l’esperienza della fraternità, di confrontarsi e respirare quello che noi chiamiamo Spirito del Festival”.

Così il comitato scientifico della manifestazione ha motivato la scelta del tema di quest'anno: "Sorella Terra".

Il 29 novembre del 1979, Papa Giovanni Paolo II proclamò il Santo di Assisi “Patrono dell’ecologia” poiché, come si legge nella bolla papale: “Ebbe infatti un profondo apprezzamento per tutte le opere del Creatore e, quasi mosso da ispirazione divina, compose il bellissimo Cantico delle Creature”. Anche per questo, e per molti aneddoti sulla sua vita come ad esempio le celeberrime prediche al lupo e agli uccellini, Francesco viene universalmente considerato “amico della natura”. Ma è soltanto così?

Per non incappare in troppo facili interpretazioni, urge chiarire la differenza terminologica tra “natura” e “creato”, categoria che da un lato segna l’infinita distanza tra il Creatore e la creatura, ma dall’altro ne fa emergere la radicale vicinanza e la sostanziale fraternità di tutte le realtà create. In questa accezione, ecco perché la terra diventa, più che madre, “sora nostra madre terra”.
Come racconta il Celano, biografo di Francesco: «In ogni opera loda l’Artefice; […] Nelle cose belle riconosce la Bellezza somma» [2Cel 165: FF 750]… Sembra proprio che quando Francesco compone il Cantico delle Creature (o Cantico di Frate Sole) non fosse davvero più in grado di gioire della bellezza delle creature: essendo ormai cieco le “contempla” dentro di sé e, più che osservarle, le interiorizza. E che cos’è il Cantico, oltre che il testo poetico più antico della letteratura italiana, se non un’immensa lode a Dio?

Lo stesso ritroviamo nell’esperienza di santa Chiara: «Anche disse che, quando essa santissima madre mandava le Sore servitrici de fora del monasterio, le ammoniva che, quando vedessero li arbori belli, fioriti e fronduti laudassero Iddio» [Proc 14,9: FF 3112].
Niente sguardo basso, come da certe consuetudini monastiche, anzi, un esplicito invito a spalancare gli occhi! Estremizzando coerentemente il discorso, verrebbe da dire che Francesco non ama semplicemente la bellezza della natura per sé, ma in quanto lo rimanda a, “contiene” altro. Pensiamo agli orti degli antichi conventi: vi siete mai chiesti perché, assieme alle coltivazioni, ci siano sempre i fiori? “Per amore di Colui che è chiamato fiore del campo e giglio delle valli” [1Cel 80: FF 458].
Le creature non sono semplicemente, come direbbe il platonismo, un limite da superare per andare a Dio: sarebbe questa un’idea alquanto “consumistica” e utilitaristica del nostro approccio ad esse. Senza evidentemente banalizzare il fatto che è proprio anche attraverso di esse che Dio si prende cura delle sue stesse creature, uomini e donne compresi: Dio si serve del sole per illuminarci, riscaldarci attraverso il fuoco, dissetarci attraverso l’acqua, nutrirci attraverso i frutti della sorella madre terra. Per il francescano Dio è là, sotto mille forme, nel senso che non crea per ritirarsi poi nel suo regno, ma dimora tra le sue creature, suo autentico altare.

Su queste solide riflessioni si basa il programma del Festival 2015, che viene declinato attraverso diversi filoni:

– filosofico-letterario: sul Cantico delle Creature, la prima poesia della lingua italiana, è stato scritto molto. Il testo sarà analizzato trovando nuove ed accattivanti chiavi di lettura. Spazio anche all’approfondimento culturale sul concetto di terra: da “gaia” a “sorella”;

– spirituale: dal testo biblico alla nuova enciclica di Papa Francesco sull’ecologia, il contributo del Cristianesimo sul rapporto con il Creato;

– scientifico: energie rinnovabili, consumo delle risorse, spreco, cibo; il contributo di Festival Francescano ai temi di Expo 2015;

– sociale: popoli in pace e in guerra, custodia del creato attraverso nuovi stili di vita sostenibili e testimonianze di uomini che fanno la differenza. Come passare dal “non appropriarsi” al “prendersi cura”?

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