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Stefano Serri: nonostante la fine del mondo

Dopo la presentazione a Fiorano Modenese per la Rassegna “Ci troviamo in piazzetta 2013”, e quella presso la Feltrinelli di Ferrara curata da Alberto Amorelli e Matteo Pazzi dell’Associazione Culturale “Gruppo del Tasso”, entrambe con la presenza dell’editrice Chiara De Luca, Stefano Serri racconta la poiesi della sua recente raccolta in versi, Nonostante la fine del mondo. Poesie tra le crepe dell’Emilia (Edizioni Kolibris, 2013), seduto al tramonto su un muretto della stazione ferrarese. Come argomenta acutamente Alberto Bertoni nella nota di quarta, per la scelta del titolo l’autore si è ispirato alle Poesie della fine del mondo (1961) del grande Antonio Delfini, volendo valicare le macerie, ferite ancora aperte nel cuore dell’Emilia successive alle scosse del maggio 2012. Dentro quel “nonostante”, un avverbio avversativo, una parola incoraggiata, sta la luce della speranza che, tramite i versi, si propone tenacemente di saldare il buio degli anfratti, di qualcosa che si è rotto, ma non definitivamente. Infatti, proprio leggendo in piazza sotto le rondini, dalla carta stampata di un libercolo alle orecchie di chi ascolta e che ha vissuto il dramma del terremoto, Serri alimenta la vis maieutica e terapeutica della parola poetica, aggrappatosi al sentimento di appartenenza che testimoniano specialmente i due cicli Per i paesi, quasi fossero percorsi scanditi dai passi, camminamenti respirati.

 

Pietre e luce

Noi siamo ricondotti a un cerchio

come le ore – pietre e luce

materia che non sa finire

 

a noi che il tempo è dato

per medicare i calendari offesi

dai giorni stessi fatti chiodi

a noi sembra corallo il vivere –

un rossore indurito un cuore

non ancora solo scheletro

 

ma quando riascoltiamo in nostri vecchi

un conto alla rovescia di emozioni

loro ci prestano momenti rughe voce

appendono messaggi al tempo e al muro

come un vicino dio che non sa stare solo.

 

Stefano Serri (1980) vive a Fiorano Modenese. Laureato in Discipline teatrali presso l’Università degli Studi di Bologna, lavora come infermiere. Tra le opere pubblicate, il romanzo Cuore diverso (Croce Libreria, 2010) e le raccolte in versi Canzoniere per Marina Cvetaeva (Manni, 2007), Una fede rossa (Incontri Editrice, 2008), Rumore a sinistra (Incontri Editrice, 2011), Quaderno portoghese (Edizioni Montag, Premio Solaris 2012).

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