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Panorama di Tommaso Pincio

Ottavio Tondi è il singolare protagonista di Panorama, il romanzo di Tommaso Pincio pubblicato da NN, una casa editrice milanese che ha pochi mesi di vita. Di professione lettore Ottavio Tondi rivendica con orgoglio di voler leggere e di non voler scrivere. Un personaggio che nella vita reale sembrerebbe improbabile perché, afferma Tommaso Pincio citando Anna Maria Ortese, in Italia ci sono pochissimi lettori anche se moltissimi nascondono un libro nel cassetto.  

Tra le righe del romanzo si legge una critica nemmeno troppo implicita al sistema editoriale e si ritrovano echi e richiami a romanzi del passato. Ottavio Tondi, lettore puro, è addirittura vittima di un’aggressione su Ponte Sisto proprio a causa della sua passione per la lettura. Ed è per questo che, lasciati da parte i libri, si rifugia in Panorama, un social estremo costruito sul modello del Panopticon di Jeremy Bentham, una sorta di carcere perfetto in cui il prigioniero sorveglia se stesso. In questo mondo virtuale descritto sulla falsariga di facebook, ma con l’obbligo di rendere visibile un ambiente della propria casa, Ottavio Tondi comincia a scrivere a una ragazza, Ligeia Tissot, intessendo con lei una relazione intima del tutto virtuale: una corrispondenza fittissima fatta di messaggi e fotografie senza mai incontrarsi o vedersi.

E Tommaso Pincio non può non sottolineare come sia strettissimo il legame tra il controllo sociale che ci mette a nudo nella rete e la lettura: “i social sono degli strumenti di controllo orizzontale, il controllo sociale attraverso il pettegolezzo è sempre esistito, per certi versi è una delle tante anime della letteratura, quando noi leggiamo un libro è come se stessimo sbirciando attraverso buco della serratura, entriamo in vite che non ci appartengono, ci comportiamo come grandi indiscreti”.

In questo romanzo in cui le cui parole chiave sembrano essere ‘appassimento’ e ‘rassegnazione’, sono molteplici le interferenze di personaggi della vita reale nel romanzo: scrittori e critici come Teresa Ciabatti, Giuseppe Genna, Andrea Cortellessa, Francesco Pecoraro o come Antonio Gnoli, nella sua veste abituale di giornalista. E nella vita reale l’autore ha trasportato i suoi personaggi aprendo loro dei profili su facebook: “Quando uno scrive un libro non domina i personaggi come un burattinaio” dice a Rai Letteratura Tommaso Pincio “dettano loro le regole, le direzioni della storia. Ci sono cose della realtà che sopravvivono nel mondo immaginario che vado costruendo, un po’ come nei sogni”.

 

 

 

 

Tommaso Pincio, scrittore e pittore romano, esordisce nel 1999 con M. a cui seguono Lo spazio sfinito (2000), Un amore dell’altro mondo, romanzo i cui protagonisti sono Kurt Cobain, il leader dei Nirvana, e il suo amico immaginario (2002), La ragazza che non era lei (2005), Gli alieni (2006), Cinacittà (2008), Hotel a zero stelle (2011), Pulp Roma (2012), Panorama (2015).

Ha tradotto Il libro del risveglio di Jack Kerouac, Mary e il gigante di Philip K. Dick e Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald.

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