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Vanni Santoni e l`immaginario dei giochi di ruolo

La stanza profonda è l’ultimo romanzo dello scrittore Vanni Santoni. Il libro, ambientato nel mondo dei giochi di ruolo e pubblicato da Laterza, è stato appena selezionato nella dozzina finalista al Premio Strega 2017, esordio allo Strega sia per l’autore, sia per Laterza, che partecipa al premio per la prima volta nella lunga storia della casa editrice, incentrata prevalentemente sulla saggistica.

Con Vanni Santoni, in questa intervista realizzata durante la fiera Tempo di Libri a Milano, abbiamo parlato della trama e della struttura del libro, del perché ha deciso di utilizzare la seconda persona, della storia del gioco di ruolo in Italia e del rapporto tra i mondi immaginari di quest'ultimo fra gli anni ’80 e ’90 in cui si era armati solo di manuale, foglio, matita e dadi (celeberrimo il dado da 20 facce), e quelli invece digitali e ipervirtuali dei giochi di adesso.

In conclusione dell’intervista Santoni ci ha raccontato come sta vivendo la candidatura allo Strega, anche alla luce della responsabilità di rappresentare un editore storico come Laterza che partecipa per la prima volta al più importante premio letterario italiano.

Buona visione.

 

Vanni Santoni (Montevarchi, 1978) vive a Firenze. Dopo l’esordio con Personaggi precari (RGB 2007, poi Voland 2013) ha pubblicato, tra gli altri, i romanzi Gli interessi in comune (Feltrinelli 2008), In territorio nemico (minimum fax 2013, da coordinatore), Terra ignota (Mondadori 2013) e Terra ignota 2 - Le figlie del rito (Mondadori 2014). Con Laterza Vanni Santoni ha pubblicato Muro di casse (2015) e La stanza profonda (2017), con il quale è stato selezionato nella dozzina finalista al Premio Strega.

Trama de La stanza profonda - Una piccola città di provincia, un garage. Un gruppo di ragazzi che ogni martedì si incontra per giocare di ruolo. Per vent’anni, mentre fuori la vita va avanti, il mondo cambia, la provincia perde di senso e scopo. Desiderio di fuga o forma di resistenza? Quel continuo tessere mondi prende i contorni dell’opposizione a una forza centripeta che, come il ‘Nulla’ della Storia infinita, divora il fuori, vaporizza la città, il paese, le relazioni, le vite. Un romanzo ibrido, tra il memoir e l’affresco sociale, per raccontare la storia di un passatempo nato esso stesso in un garage e arrivato a gettare le basi non solo di un immaginario divenuto egemone ma anche di una parte consistente della realtà che viviamo ogni giorno semplicemente usando Internet.

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