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Vasilij Grossman: "Tutto scorre"

Andrea Dell'Asta, professore di Lingua e Letteratura Russa all’Università Cattolica di Brescia e di Milano, ci introduce alla personalità del giornalista e scrittore Vasilij Grossman: inizialmente sostenitore del regime sovietico e testimone dello sterminio nazista, poi lucido e critico oppositore della campagna antisemita di Stalin. Tutto scorre (Adelphi) è il romanzo cui l’autore lavorò dopo la confisca del manoscritto di Vita e Destino e l’emarginazione operata nei suoi confronti da tutte le istituzioni sovietiche. Già malato di cancro, la stesura di Tutto scorre lo impegnò sin quasi il giorno della sua morte avvenuta nel 1964. Nel romanzo viene raccontato in terza persona il ritorno di un prigioniero politico liberato, a seguito della morte di Stalin, dopo trent’anni di detenzione nei lager della Kolyma. L’incontro del protagonista Ivan Grigor’evic con Pinegin, l’antico compagno di università che era stato il suo delatore e che con la sua denuncia lo aveva messo nelle mani della polizia politica condannandolo di fatto a decenni di lager, offre lo spunto a Grossman per un intero, importante capitolo (chiamato dai lettori “Il processo dei Quattro Giuda”) tutto centrato sul tema della responsabilità individuale in cui egli analizza le varie tipologie dei delatori, ciascuno dei quali convinto di operare in nome del bene comune.

 

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