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Videointervista a F. Fortini: "Che cos`è la poesia"

 Videointervista a F. Fortini: Che cos`è la poesia

Dopo aver isolato all'interno dell'universale linguaggio umano la "funzione poetica", cioè quel tipo di comunicazione che attira l'attenzione su se stessa, Franco Fortini distingue due accezioni del termine "poesia": il primo indica una particolare struttura formale del discorso, in cui prevalgono precise regole ritmiche, metriche ed acustiche; il secondo implica un giudizio di valore sul contenuto di un discorso dotato di bellezza, di capacità evocativa e di suggestione. Secondo Fortini per poesia si può intendere una composizione che determina un'attesa tecnica di un certo schema ritmico (allitterazioni, omofonie, rime) e che si può rintracciare anche in grandi prosatori come Flaubert. Contro la tendenza crociana a sopravalutare la poesia lirica come espressione del sentimento soggettivo, Fortini porta l'esempio del poeta americano Edgar Lee Masters e di Umberto Saba, che hanno scritto componimenti apparentemente prosaici che attingono liricità da elementi esterni al testo in quanto tale. Successivamente Fortini commenta la definizione di "lirica" come "poesia" dell'espressione e per distinguere la poesia lirica dalla poesia non-lirica ricorda un'epigrafe di Bertolt Brecht. Secondo Fortini, poi, nella poesia avviene una finta comunicazione che parte da un soggetto che non va identificato anagraficamente con l'io poetante, ma con colui che l'autore finge essere il personaggio poetante, come se Dante dicesse che un personaggio che chiama "Dante" si rivolge a un personaggio che chiama "Virgilio". Di fronte al fenomeno molto diffuso, soprattutto in età adolescenziale, della scrittura come strumento di introspezione e di ricerca terapeutica della propria identità, Fortini esprime delle perplessità e delle riserve, esprimendo un severo giudizio critico sull'attuale industria culturale e sulla letteratura di facile consumo, priva di un solido autocontrollo critico e di un riferimento sicuro alla tradizione letteraria. La poesia, dice Fortini, può privilegiare la dimensione fonico-acustica e ritmica o può richiamare l'attenzione sul "pathos" del contenuto: essa è un discorso polisemico e a vari livelli, in cui la persuasione, l'informazione, il riferimento ideologico, l'evocazione, il ragionamento, lo svolgimento tematico interagiscono vicendevolmente, portando il lettore a scegliere uno di questi codici, costruendo il "senso" poetico. La poesia parla di qualcosa e parla di se stessa: in questa sua ambiguità, secondo Fortini, sta la sua originalità. Questo non significa, però, che il discorso poetico non abbia efficacia pratica: Adorno, anzi, rintraccia una carica di impegno sociale e politico proprio nelle poesie meno eversive, perchè capaci di evocare un mondo ed una promesssa di felicità, facendo avvertire l'insopportabilità della quotidianità. Fortini, per questo, fa una sottile esegesi de L'Infinito di Leopardi, le cui poesie Mazzini giudicava non sufficientemente suscitatrici di slancio civile, mentre Saffi le leggeva ai profughi italiani a Londra. Riguardo al rapporto tra verità e poesia, ideologia ed arte, Fortini respinge la posizione di Croce che, ad esempio, riteneva la struttura teologica della Divina Commedia estranea alla sostanza poetica dell'opera e ritiene che la poesia possa formulare anche enunciati teorici e filosofici che fanno parte integrante del discorso poetico. 1) Professor Fortini, proviamo ad iniziare in modo diretto, immediato, con la domanda essenziale: che cos’è la poesia? Guarda e ascolta la risposta 2) Come si manifesta la prevalenza della funzione poetica sul linguaggio? Guarda e ascolta la risposta 3) Approfondiamo questo aspetto della poesia proprio come "oggetto" verbale. Che cosa è che chiamiamo una "poesia"? Guarda e ascolta la risposta 4) Oggi è quasi naturale identificare la poesia con la poesia lirica, intendendo una espressione di sentimenti soggettivi, mentre noi sappiamo che la poesia come momento del linguaggio e dell’esperienza può trovarsi naturalmente nell’epica come nella drammatica, nella narrativa e persino anche negli scritti critici, nei diari, negli scritti epistolari, memorialistici. E' così professor Fortini? Guarda e ascolta la risposta 5) Allora la definizione di "lirica" come "poesia dell’espressione soggettiva" non è più vera? Guarda e ascolta la risposta 6) A questo punto, ha ancora senso distinguere tra poesia lirica e poesia non-lirica? Guarda e ascolta la risposta 7) A chi si rivolge la poesia? Guarda e ascolta la risposta 8) E’ difficile pensare a un giovane adolescente studente che non si sia cimentato, perlomeno una volta, con la scrittura di una poesia. Ecco, perché in ogni età, cultura e condizione si scrivono versi? Guarda e ascolta la risposta 9) Può provare a spiegarci qual è la differenza tra un linguaggio normale, il linguaggio della comunicazione, da quello della persuasione oratoria, oppure da quello poetico? Guarda e ascolta la risposta 10) Se il dire della poesia non è un dire strumentale, un dire fattuale o positivo , che cosa dice la poesia? Guarda e ascolta la risposta 11) Se il dire della poesia non è un dire strumentale dobbiamo immaginare che la poesia non ha nessuna intenzione di agire sulla realtà? Guarda e ascolta la risposta 12) Nessuna interpretazione esaurisce la poesia, ma nessuna poesia può fare a meno dell’interpretazione. Condivide questa affermazione? Guarda e ascolta la risposta 13) Se c’è una contiguità della poesia con la verità e con la sacralità e se nello stesso tempo si afferma che la poesia è portatrice di verità, qual è la differenza a questo punto tra la poesia e la filosofia, la poesia e la scienza? Guarda e ascolta la risposta

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