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Beppe Fenoglio

Il 18 febbraio 1963 moriva a Torino Beppe Fenoglio. Lo speciale che gli dedica Rai Letteratura ricostruisce attraverso quattro video storici e quattro interviste ad esperti un profilo bibliografico dello scrittore di Alba. La Resistenza come momento fondamentale della vita e come spinta decisiva a diventare scrittore; l’amore per la lingua inglese; la fedelta’ al luogo natio e agli amici di sempre sono tra i temi affrontati dai video. Il critico Giulio Ferroni sottolinea come la scrittura di Fenoglio partendo dall’epopea partigiana riesca a “raggiungere i toni della tragedia arcaica e la profondita’ del mito”. Gabriele Pedulla’ si sofferma sugli aspetti linguistici della sua opera, composta quasi tutta in inglese e poi tradotta “quasi che l’epica moderna non potesse nascere direttamente”. Michele Mari evidenzia la natura “barbara” della sua scrittura e Guido Chiesa racconta il film che ha tratto dal Partigiano Johnny.

Beppe (Giuseppe) Fenoglio nasce ad Alba (Cuneo), il 1º marzo 1922 da Amilcare e Margherita Faccenda. I genitori gestiscono una macelleria. Agli anni del liceo risale la sua passione per la lingua e la letteratura inglese e americana. S’iscrive alla Facoltà di Lettere di Torino. Chiamato alle armi, interrompe gli studi universitari. Nel 1943 frequenta un corso per allievi ufficiali; quindi viene trasferito a Roma, da dove, dopo l’armistizio dell’8 settembre, riesce a tornare ad Alba. Qui si arruola tra i partigiani. Negli ultimi mesi di guerra è ufficiale di collegamento con la missione inglese di stanza nel Monferrato. Dopo la liberazione, ritorna ad Alba. Lavora come procuratore presso un’azienda vinicola, la ditta Marenco e inizia a dedicarsi alla narrativa. Nel 1960 sposa Luciana Bombardi e nel 1961 nasce la figlia Margherita. Nel 1949 l’editore Einaudi rifiuta la sua prima raccolta Racconti della guerra civile; e l’anno successivo Elio Vittorini, sempre per Einaudi, gli consiglia di sacrificare il romanzo La paga del sabato per ricavarne due racconti. Solamente nel 1952 Vittorini gli pubblica, nella collana di narrativa I gettoni, di Einaudi, la raccolta di racconti I ventitre giorni della città di Alba. Poi, nel 1954, sempre nella stessa collana, esce il romanzo breve, centrato sul mondo delle Langhe, La malora. Deluso dalla sfavorevole accoglienza della critica e dalle riserve espresse da Vittorini su La malora, rompe con Einaudi e nel 1959 pubblica presso Garzanti il romanzo Primavera di bellezza, per il quale nel ’60 gli viene assegnato il Premio Prato. Nel 1962, inoltre, vince il Premio Alpi Apuane per il racconto Ma il mio amore è Paco, apparso sul n.150 di «Paragone». Nella notte tra il 17 e il 18 febbraio 1963 Fenoglio muore a Torino per un cancro ai polmoni. Nello stesso 1963 viene edita, insieme con Una questione privata, la raccolta di racconti Un giorno di fuoco, che ottiene il Premio Puccini-Senigallia. Postumi appaiono Frammenti di romanzo su «Cratilo» (luglio 1963), Aloysius Butor su «45° Parallelo» (1964) e L’affare dell’anima su «Fenoglio inedito» (1968). Dai manoscritti, raccolti ad Alba in un apposito Fondo Fenoglio sono stati ricavati: Il partigiano Johnny, vincitore del Premio Prato (1968) e La paga del sabato (1969).