guarda, riusa, condividi
Ermanno Cavazzoni. “Fellini mi ha telefonato, non ci conoscevamo. Dopo dieci minuti di chiacchiere era come se fossimo amici di vecchia data“.
Eravamo come dei bambini a scuola, vedevamo il deserto e provavamo quelle emozioni che tutti provano davanti al deserto: il silenzio, l’ascolto.
È un arcipelago a metà strada tra l'Europa e l'America. “Luogo di vento, fuoco e solitudine“.
Di Fellini c'è un libro, in cui lui ha disegnato e poi descritto i suoi sogni. L'andata e ritorno tra disegno e scritto restituisce un po' della densità imprendibile del sogno.
Devo ringraziare anche Mastroianni e Fellini. Naturalmente ci sono perché mi sono apparsi più e più volte, come i fantasmi.
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