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Premio Strega 2017: annunciati i 12 finalisti

Premio Strega 2017: annunciati i 12 finalisti

Si è appena svolta presso Tempo di Libri, fiera del libro di Milano, la conferenza stampa di annuncio della dozzina finalista alla LXXI edizione del Premio Strega, prestigioso premio letterario italiano a cura della Fondazione Bellonci. Sono intervenuti Valeria Della Valle, Giuseppe D'Avino, Marino Sinibaldi e Giovanni Solimine.

 

Ecco i 12 finalisti:

Teresa Ciabatti - La più amata (Mondadori)
Paolo Cognetti - Le otto montagne (Einaudi)
Marco Ferrante - Gin tonic a occhi chiusi (Giunti)
Wanda Marasco - La compagnia delle anime finte (Neri Pozza)
Chiara Marchelli - Le notti blu (Perrone)
Mondaldi & Sorti - Malaparte. Morte come me (Baldini&Castoldi)
Matteo Nucci - È giusto obbedire alla notte (Ponte alle Grazie)
Ferruccio Parazzoli - Amici per paura (SEM)
Nicola Ravera Rafele - Il senso della lotta (Fandango Libri)
Alberto Rollo - Un'educazione milanese (Manni)
Marco Rossari - Le cento vite di Nemesio (e/o)
Vanni Santoni - La stanza profonda (Laterza)

 

Tra questi dodici, il 14 giugno prossimo sarà selezionata la cinquina finalista, come da tradizione in casa Bellonci. Mentre la votazione finale e l'annuncio del vincitore del Premio Strega 2017 si saprà il 6 luglio, durante la cerimonia finale presso la Villa di Papa Giulio a Roma.

Questa edizione del Premio Strega è dedicata a Tullio De Mauro, da poco scomparso, lo ricordiamo con le sue parole sui 70 anni del premio:

«Il premio Strega ha settant’anni. È nato, nell’immediato dopoguerra, grazie all’amicizia tra il colto imprenditore Guido Alberti e la grande scrittrice Maria Bellonci, che credeva fosse importante inventare e realizzare un Premio come nessuno mai lo aveva immaginato. Un Premio affidato, come avrebbe detto lei, a “una giuria vasta e democratica”, caratterizzata non tanto dal numero, quanto dalla varietà e vastità delle competenze. Non solo scrittori, professori e critici letterari, ma un più largo pubblico di giornalisti, imprenditori, registi, attori interessati alla letteratura, come un polmone prezioso per il respiro di una società democratica quale ci auguravamo di poter cominciare a costruire allora.Quanto ha contato il Premio nella vita culturale del Paese, anche in quella parte più profonda e meno visibile? Sulla parte più visibile non abbiamo dubbi e non è un gran merito: dipende dai giornali, dai mass media e dalle contingenze se è il più citato tra i moltissimi premi letterari italiani. Le critiche intorno al funzionamento dello Strega sono anche quelle moltissime. Ne abbiamo tenuto conto, abbiamo tentato di migliorarne l’organizzazione. Le critiche continuano, nondimeno, e noi speriamo che continuino per altri cento anni.Mi viene in mente quello che diceva Churchill sulla democrazia, che è la peggiore forma di governo eccezion fatta per tutte le altre sperimentate finora. Credo che questo valga anche per il Premio Strega».

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