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Vincenzo Consolo a un anno dalla morte

Vincenzo Consolo a un anno dalla morte

Il 21 gennaio dell'anno scorso moriva Vincenzo Consolo. A lui Rai Letteratura dedica questo speciale composto di varie interviste tratte dal programma Scrittori per un anno, più altri contributi dalle Teche rai e da Cult Book.

Nato nel 1933 a Sant’ Agata di Militello (Messina), Vincenzo Consolo ha vissuto e lavorato a Milano fin dagli anni Cinquanta. Acuto sperimentatore della lingua e della forma del romanzo, accoglie – giovanissimo – le suggestioni intense della storia e della condizione contadina, in Sicilia, dove osserva l’arroganza del regime fascista e poi le ferite della guerra, la difficile condizione delle classi svantaggiate accogliendo i segreti umori e le stratificazioni antiche di una lingua in continua trasformazione sempre rannodata alle radici dialettali. E della complessità dinamica e contaminata della lingua e del dialetto Consolo fa la ragione prima della sua ricerca. 

Terminati gli studi di Giurisprudenza tra Milano, dove studia all’Università Cattolica, e Messina, dove si laurea con una tesi in Filosofia del Diritto, insegna nelle scuole agrarie in Sicilia, tornando poi nel capoluogo lombardo per lavorare in RAI. 
Ma è forte l’imperativo della scrittura e dinamico il rapporto con le letture di formazione: i grandi classici russi, ma anche Verga, Capuana, Vittorini, Sciascia, poi Calvino, Gadda, Pasolini, Tomasi di Lampedusa. Con questa letteratura Consolo fa i conti fin dall’esordio, nel 1963, con La ferita dell’aprile. E si confronta anche con le avanguardie letterarie. Ma al contrario degli intellettuali del Gruppo ’63, che proclamano la necessità di rompere i nessi semantici e quelli sintattici, accoglie il suggerimento etico e razionalistico di Calvino di “dare ordine al caos” e opta per una sperimentazione che vivifichi la lingua riportandone alla luce le meravigliose radici nei più segreti e arcaici intrecci. 
E la pienezza di questa sperimentazione giunge nel 1976, accanto ai primi concreti riconoscimenti sulla scena letteraria con Il sorriso dell’ignoto marinaio, il suo capolavoro. 

Altrettanto significativi sono Retablo (1987), Nottetempo, casa per casa (1992), L’olivo e l’olivastro (1994), Lo Spasimo di Palermo (1998), Di qua dal faro.
Tra i racconti: Le pietre di Pantalica (1988), Per un po’ d’erba ai limiti del feudo (in Narratori di Sicilia a cura di L. Sciascia e S. Guglielmino, 1967), Un giorno come gli altri (in Racconti italiani del Novecento a cura di E. Siciliano, Milano, 1983), il racconto teatrale Lunaria (1985), Catarsi.
Tra i saggi: Nfernu veru. Uomini e immagini dei paesi dello zolfo (1985), La pesca del tonno in Sicilia ( Palermo 1986),
Il barocco in Sicilia (1991), Vedute dallo stretto di Messina (1993).

Numerosi i contributi letterari e gli interventi, contrappunto di una ricerca e di uno studio tutto rivolto all’approfondimento storico-linguistico nella mobile consistenza delle trasformazioni sociali. E trasformazione è il termine che maggiormente si addice al lavoro svolto da Consolo, alla sua curiosità, al suo continuo cercare nelle profondità di un idioma in continuo brulicante divenire.

Vincenzo Consolo: Il sorriso dell`ignoto marinaio

Vincenzo Consolo: Il sorriso dell`ignoto marinaio

Un Vincenzo Consolo quarantatreenne parla del suo secondo libro Il sorriso dell'Ignoto marinaio, dedicato all'incontro tra un erudito che studia le lumache e un misterioso marinaio sotto le cui vesti si nasconde un rivoluzionario. Siamo nella Sicilia risorgimentale negli anni tra il 1852 e il 1860. ...

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Retablo di Vincenzo Consolo

Retablo di Vincenzo Consolo

Retablo è un libro ambientato nel Settecento. Negli anni in cui Consolo lo scrisse c'era la contestazione giovanile e si diceva che la letteratura era una questione borghese. Il libro è un omaggio alla letteratura: solo questa può trattare dei sentimenti e delle passioni.

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La formazione di Vincenzo Consolo

La formazione di Vincenzo Consolo

Vincenzo Consolo ricorda la sua formazione sotto la guerra. Una mattina il suo paese fu svegliato dal fragore delle cannonate. Scapparono in campagna, erano otto figli. Da lì videro i tentativi degli americani di sfondare la linea di difesa dei tedeschi. Un cugino di suo padre aveva una grande biblioteca; ...

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Consolo: così sono passato al romanzo storico

Consolo: così sono passato al romanzo storico

“Il mio primo libro era un libro di memorie personali, scritto in una prima persona che non ho più praticato, poi sono passato al romanzo storico“: Vincenzo Consolo parla dell'influenza sulla sua opera del Gattopardo, a sua volta influenzato da I Vicerè, a sua volta influenzato da Verga. Il sorriso ...

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Ricordando Vincenzo Consolo

Ricordando Vincenzo Consolo

Un anno fa, il 21 gennaio moriva a Milano lo scrittore Vincenzo Consolo. Era nato a Sant'Agata di Militello nel 1933. In questo video tratto dalla trasmissione Scrittori per un anno parla della necessità dell’impegno morale da parte dello scrittore e cita l’esempio del suo libro Nottetempo, casa per ...

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Consolo e il ritorno in Sicilia

Consolo e il ritorno in Sicilia

Il desiderio di raccontare la realtà siciliana spinse Consolo a tornare in Sicilia dopo il servizio militare. Insegnò nelle scuole agrarie per cinque anni. Conobbe Lucio Piccolo, cominciò a collaborare all'Ora di Palermo e scrisse il suo primo libro, La ferita dell'Aprile (Mondadori 1963). Lo mandò ...

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Consolo e l`emigrazione

Consolo e l`emigrazione

Il primo romanzo di Vincenzo Consolo, La ferita dell'aprile racconta la ricostruzione dei partiti e le prime elezioni in Sicilia del '47. Consolo veniva da una famiglia piccolo borghese, andavano in vacanza in campagna, i suoi amici erano figli di contadini. In un racconto che fa parte del libro Le ...

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Il parricidio di Consolo

Il parricidio di Consolo

Sciascia definì con ironia il secondo romanzo di Consolo, Il sorriso dell'ignoto marinaio “un parricidio“, volendo indicare che si era allontanato dalla sua lezione linguistica. Consolo aveva scelto una lingua espressiva sperimentale in senso espressionistico. In quegli anni esplodeva il Gruppo 63: ...

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Consolo: la piazza dei destini incrociati

Consolo: la piazza dei destini incrociati

Lo scrittore Vincenzo Consolo parla dei suoi studi a Barcellona in provincia di Messina. Lì conobbe un famoso anarchico, Nino Pino Bellotta che gli insegnò tante cose, gli fece capire cos'era lo sfruttamento. Una volta finiti gli studi liceali, decise di fare l'università a Milano perché c'erano Vittorini, Quasimodo, ...

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