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Gli incipit dei cinque libri più belli secondo il Premio Campiello


5° classificato
Le vite di Monsù Desiderio, di Fausta Garavini, Bompiani

Al lettore
François de Nomé, a lungo confuso con Didier Barra sotto il nome di Monsù Desiderio, è un pittore di catastrofi, di architetture fantastiche squassate da silenziosi cataclismi: cupole sventrate, tronchi di colonne infrante, pinnacoli pericolanti, frontoni e fregi spezzati. Sui basamenti, sulle cuspidi, sulle architravi, nei vani fra le colonne superstiti, delle statue fluorescenti,atteggiate in varie posture, sembra che guardino e si muovano, come le figure viventi scolpite da Dedalo o forgiate da Vulcano.